Un campo sterminato di rovine
è la memoria:
nulla che non fosse male
mi rimase estraneo.
Ma fierezza mi conforta
fino a credere che mi perdonerà.
La fedeltà mantenuta,
l'istinto, Dio, di te non tradito
l'aver mai tagliato
con le radici, mai rotto
con l'umile gente
o sceso a patti con l'Epulone, mai!
Prima ragione dei miei
amari conflitti
pur con la chiesa:
ragione
che mi rende difficile
accettare perfino
una sorte felice:
che mia madre
e la madre e il padre di Rigoberta
e l'ultimo campesino e il negro di Soweto
siano
in un paradiso dove
giustizia non sia fatta:
se anche questo
a colpa si ascrive
subito si allunghi
l'interminabile
rosario...
(da “Ultime poesie (1991-1992)”)