«Care ti siano queste parole
che la mia bocca ora ti canta, Signore»:
sei la fonte radiosa dello stesso pensare e stai
nel pili intimo del mio intimo
respiro del mio respiro
e vento che cavalca i marosi:
oppure alito appena
che accarezza le cime degli alberi
e luce che inonda dolcemente
i campi di grano all'alba.
Gemito sei dell'intera natura
il desiderio che ci fa verticali:
passione di esistere di tutte le vite.
Sei tu l'anima dell'atomo
la forza di coesione della pietra
il principio dell'unità dei mondi,
o pastore di costellazioni.
Nessun tempio ti contiene,
né i cieli dei cieli!
Ti invocano i fiumi e non sanno
ti cercano le radici e non sanno
ti cantano gli uccelli nel bosco e non sanno,
solo questa coscienza sa che tu sei.
E sei fin dal principio, e nulla
esiste se tu non sei: noi soli
coscienza di questo splendere di astri:
noi la coscienza di quanto
narrano i cieli e il giorno
tramanda al giorno
e la notte alla notte...
(da “Ultime poesie (1991-1992)”)