E tu lo pensi
e continui a pensarlo
come preso da vortice.
E lo invochi con dolce pazienza:
solo per chiamarlo
e udire l'ineffabile nome.
E chiedergli niente,
meno ancora di guarirmi
perché non può non può
non deve! Se interviene
libero gioco addio!
Invece chiamate tutte le creature
angeli e giusti
a riempire i cieli di canti...
(da “Ultime poesie (1991-1992)”)