E lui che incombe
nel centro della mente
in assoluta fissità:
né dire sai
se ombra o luce.
Non un nome non un volto
gli conviene: e il salmista
si strazia e grida
«mostrami il tuo volto,
il tuo volto io cerco. Signore! »
Né volto
né immagine
né segno alcuno
nulla: più che il vuoto
un nulla.
Forse un suono
una nota sommessa almeno,
un colore:
invece
un oceano nero di nulla.
(da “Ultime poesie (1991-1992)”)