No, in misura nessuna e modo alcuno
a noi è dato raggiungerti:
sei tu che devi scendere e perderti
tu, pastore di costellazioni.
Tua natura non è la divina Indifferenza,
anche se presunzione che altera la mente
e fede inquina e devia, è credere
che umana colpa per quanto orrenda
ti possa offendere.
Tua natura è di essere Amore
inesauribile fonte
di ogni amore:
Amore che te rovina
e noi redime...
* * *
Io sento i tuoi passi inseguirmi
di deserto in deserto, passi
infaticati e discreti
per non impaurire:
Tu, divino Inquieto
che rompe gl'incanti
e distrugge le paci
e non concede tregue...
* * *
E come peccato non te ma noi
- solo noi! - ferisce a morte
e tua pietà scatena, così
non vi è contrizione che valga
- pure se a cuori che piangono
ancor di più con noi tu piangi
d'un pianto che lava la terra -
e solo grazia ci salva!
A noi chiedi appena
volontà d'essere salvati:
il miracolo
di lasciarci amare.
(da “Ultime poesie (1991-1992)”)