I
Mio pane è l'ambizione
questo quotidiano orgoglio
di cantare: e fosse
un canto mai udito,
fosse la perla rara
che il cercatore scopre e va:
- venduta ogni cosa onde
comperarne il campo; -
perla che lo scriba trae
dal suo tesoro:
cose inaudite
dalla fondazione del mondo.
II
Più alto mira
o mente mia
oltre
le artefatte bellezze
e canta per gli umili
e sia più radiosa la terra.
Canta perché non puoi non cantare!
E non macchiarti di un'avarizia
che la povera gente mai
ti perdonerà.
III
E poi calarti giù nell'abisso
come esploratore dentro il cratere;
e dire e non dire il dramma di Dio
quanto sia in pena per l'uomo:
l’immensamente debole
e condizionato Iddio,
infelice per la nostra sorte.
Per finire nel Fuoco incandescente:
il resto è illusione.
(da “Ultime poesie (1991-1992)”)