perché conosce - e ha fatto conoscere -
più di ogni altro studioso,
i mosaici di Monreale
Non più di un segno di grazie
alla tua passione inesausta
per questo Eden dell'Arte
a Monreale, amico, saranno
questi miei versi:
fossero invece ognuno un sudario
per tutti quei volti radiosi
come il «Mandylion» di Cristo,
oppure fuoco che incendia il cuore
al Serafino tetramorfo:
ma l'estasi impone il silenzio!
Grazia è stare in solitudine
a guardare la Miracolosa Leggenda
emergere dalle infinite pietruzze di oro
come da una arena di mare:
guardare come accoglie il Dono la Vergine
con mani che sembrano ali
e lo sguardo rapito, immobile:
guardare il globo di angeli appena
il Creatore comanda sia fatta la luce
guardare i volti che guardano
l'inarcarsi dell'arcobaleno:
e gli occhi dei pesci che ti guardano tra le onde
e Pietro salvato dai flutti,
e la folla che guarda l'emorroissa
anche tu guardare con gli stessi loro occhi
la Grande Meraviglia
dell'Esserci e dell'Essere:
guardare il volto del Creatore
mentre riposa, e come in sogno
pure lui guarda triste, nel vuoto...
*
E anche tu triste ora guardi,
umile gente dell'isola:
ma senso è che sia tu,
terra di fuoco
a custodire il mirabile tesoro:
né crimine vale a distruggere
grazia e virtù di un popolo
che nella sua reggia
legge le storie di Dio:
o Sicilia, la Bellezza ti salverà
( da "Nel lucido buio")